DOCUMENTI DELL’ASSEMBLEA DEGLI ADERENTI DELL’AREA METROPOLITANA DI ROMA – SABATO 11 APRILE 2015

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L’ASSEMBLEA APPROVA IL DOCUMENTO NAZIONALE “SIAMO A UN BIVIO

con 120 favorevoli, 8 contrari e 13 astenuti


Documento integrativo al documento nazionale, approvato dalla��assemblea provinciale di Roma.

La��Altra Europa diventa un nuovo spazio politico.

La nostra comunitA� e il nostro progetto vivono la sua fase piA? delicata, di trasformazione in un vero soggetto politico, che dovrA� avere una sua linea e una sua forma riconoscibili, che esprimano chi e come siamo, che cosa cambiare e perchA�. A�La��Assemblea del 18 e 19 aprile deve incominciare a scrivere la nostra a�?costituzionea�?,A� i principi e le regole di funzionamento, e su queste determinare la��azione politica.

Forse avremo anche bisogno di una nuova definizione, un nome che rispecchi in modo chiaro il nostro essere “altro” dall’attuale panorama politico.A� Ora A? il momento di costruire un’altra Italia, un nuovo spazio comune delle sinistre, dei gruppi attivisti di base, di tutte le persone sinceramente democratiche, libere e di buona volontA� – tante delle quali sono oggi senza partito – che hanno a cuore la tutela dell’ambiente, dei beni comuni, della pace e della giustizia tra i popoli. Ora A? fondamentale costruire a�?pontia�? e non a�?muria�?, per dare vita ad un’altra politica e una��alternativa per il paese, e i territori, per il riscatto civile e la��emancipazione dalle nuove forme di oppressione imposte dal liberismo.

Nel nostro progetto l’idea di a�?Unire la sinistraa�?, non significa accorpare i partiti preesistenti o il loro gruppi dirigenti, ma riunire un popolo disperso che crede nei valori della sinistra e che chiede unitA�, chiarezza e coerenza. Cosi come la��andare a�?oltre la sinistraa�? e “unire ciA? che il liberismo divide” non significa la��abbandono di quei valori ma il saper capire e accettare idee e movimenti popolari, che chiedono un cambiamento reale su diritti, lavoro, ambiente, democrazia.A�

Per essere davvero “altro” sono necessari dei segnali forti ed inequivocabili di discontinuitA� con quanto si A? prodotto fino ad ora in Italia e nei nostri territori. Dobbiamo alimentare una speranza, partendo da alcuni principi fondamentali e contenuti vincolanti per la nostra azione.A�

Questi temi A�dovrebbero essere affrontati nelle prossime assemblee provinciali e nazionale,A� in modo che le delegate ed i delegati partecipino all’assemblea nazionale portando valutazioni, contenuti e proposte precise.

Riteniamo vincolanti alcuni principi fondamentali per la nostra azione, che dovranno essere applicati a tutti i livelli:

  • Praticare azioni politiche ed economiche, con onestA� e trasparenza, chiarezza di idee e coerenza di comportamenti, costruendo dal basso un corpo sociale attivo che metta le sue capacitA� ed il suo lavoro al servizio delle persone e non del profitto e dei privilegi.
  • Tutela, sempre, del lavoro e della dignitA� dei lavoratori.
  • Difesa dei principi di libertA� e giustizia della Costituzione.
  • Tutela dei diritti delle persone, dei beni comuni, della��ambiente e degli ecosistemi, conversione ecologica delle attivitA� produttive, lavoro neiA� movimenti di difesa del territorio e contro le privatizzazioni, per i diritti di cittadinanza, alla��abitare, alla cultura, alla��istruzione e ad un reddito minimo garantito per tutti.
  • Impegnarsi a mettere in campo una controinformazione ed una critica puntuale sui temi ambientali A�da un punto di vista rigorosamente di sinistra, autonomo, ove necessario, anche dagli interessi del a�?capitalismo verdea�? ed a tal fine si propone di promuovere la costituzione di una consultaA� di tecnologi a�?alternativia�? ed esperti, per la realizzazione di uno sviluppo alternativo al dissennato consumo del territorio. La��Altra Europa si impegna a promuovere iniziative con tutti i soggetti ed i movimenti impegnati nella difesa del pianeta e che parteciperanno al Summit contro il cambiamento climatico a Parigi.
  • La��Altra Europa deve costituire una consulta nazionale sulla tutela della salute, del territorio, del patrimonio culturale per evitare che le devastazioni sui territori e sulle persone prodotte da inceneritori, discariche, antenne cosi come TAV, MOSE, MUOS e trivellazioniA� rimangano un problema dei soli cittadini dei territori interessati ma divengano invece tutte questioni nazionali.
  • Affermare una��idea di societA� alternativa alla��attuale sistema che tende sempre di piA? alla barbarie e alla disumanizzazione, che fa della sopraffazione la regola principale dei rapporti tra le persone e tra le classi sociali.
  • Lottare contro razzismi, fascismi e discriminazioni di ogni genere.
  • Lottare per una politica di pace e per il disarmo, costruire relazioni internazionali basate sulla pari dignitA� dei popoli.

Va ribadita la nostra autonomia e alteritA� rispetto al PD, al suoA� Governo ed alle sue giunte locali. Ea�� necessario quindi che, anche sul piano locale (ad esempio nei riguardi della Giunta Zingaretti o di Marino o altri comuni della Provincia romana), si determini una opposizione vera alle scelte in contrasto con questi principi, invitando alla coerenza anche sul piano etico gli aderenti al nostro progetto .

Per questo la costruzione di un soggetto politico alternativo alle politiche liberiste passa attraverso una completa alternativitA� al Pd e al suo complessivo sistema di potere e di gestione degli affari dei poteri forti. Questa alternativitA� si deve esprimere su scala del governo nazionale e su quelli locali sul piano dei contenuti, ma anche delle persone chiamate ad esprimerli. Infatti le politiche di austeritA� comunitarie e nazionali si estrinsecano anche a livello regionale e locale (il grado di autonomia dei governi locali dalle scelte politiche ed economiche nazionali e comunitarie A? nullo) e le amministrazioni periferiche sono solo i gestori ultimi di queste politiche che stanno portando alla rovina le classi popolari.

Nel rapporto con i movimenti si deve favorire il coordinamento delle strutture di lotta sociale, sindacale, di comitati su lotte specifiche del territorio, comitati di solidarietA� sociale, comitati contro mafie, lobby e poteri forti.

Nello scorso autunno si A? sviluppato nel nostro paese un forte movimentoA�volto a respingere il Jobs Act e la��attacco ai diritti del lavoro,A�che ha raggiunto un largo consenso e ha dimostrato ampie potenzialitA� di coinvolgimento popolare versoA�un nuovo protagonismo sociale, come avvenuto in altri paesi europei. Tuttavia le direzioni sindacali hanno scelto di non spingere oltre il conflitto,A�e dopo la manifestazione nazionale del 25 ottobre e lo sciopero generale del 12 dicembre non hanno proseguito le azioni di contrasto, consentendo quindi al Governo Renzi di portare indisturbatoA�a compimento la sostanziale distruzione dello Statuto dei Lavoratori,A�in continuitA� con quanto realizzato dai governi precedenti. La sconfitta subita A? molto grave e le sue ripercussioni sul terreno delle condizioni di vita, di lavoro, di organizzazione sindacale e sociale saranno pesanti.A�

E’ pertanto indispensabile che Altra Europa stabilizzi relazioni con tutteA�le componenti sindacali che operano per ricostruire la��iniziativa sindacale in difesa dei diritti e in contrasto con le politiche liberiste;A�A�

  • sostengaA�e partecipi attivamente alla resistenza delle lavoratrici e dei lavoratori e alle oroA�iniziative di lotta;
  • contribuisca all’organizzazione della tutela e della rappresentanza dei lavoratori piA? deboli,A�dei precari e dei disoccupati.

Il documento integrativoA�A? stato approvato con 76 favorevoli, 20 contrari e 33 astenuti


DOCUMENTO SU ROMA

“Liberiamo la cittA� e i nostri territori”

Documento sulla situazione locale approvato dalla assemblea metropolitana di Roma

Roma, sabato 11 aprile 2015

Lo scoperchiarsi della pentola di mafia-capitale ha reso del tutto chiaro la��intreccio perverso tra la destra che ha governato la cittA� e la criminalitA� terroristica e comune. Ma ha anche messo in evidenza la crisi profonda di legalitA�, efficacia e giustizia del governo della cittA� e di tutto il territorio della area metropolitana di Roma, costruito anche negli anni delle giunte di centrosinistra.

Le gare al massimo ribasso, la politica di esternalizzazione selvaggia di servizi pubblici e di funzioni fondamentali di tutela dei diritti dei cittadini e delle cittadine, la crescita senza limiti del lavoro precario, sottopagato e senza diritti, la paralisi degli investimenti pubblici e la contrattazione continua con gli interessi privati nelle scelte urbanistiche e edilizie hanno prodotto insieme la��abbandono di tanta parte dell’area metropolitana al degrado e alla��isolamento e hanno favorito la��ingresso prepotente nella gestione pubblica degli imprenditori piA? privi di scrupoli, anche nei settori piA? delicati della attivitA� di tutela della amministrazione pubblica, dalla��immigrazione, alle politiche di coesione sociale e integrazione, con il loro corredo di illegalitA�, corruzione, super sfruttamento e dumping di mercato.

Queste politiche non sono il frutto di errori o di distrazioni. Sono la conseguenza diretta e consapevole delle politiche di austeritA� imposte dalla��adesione acritica della��Italia, guidata dalle larghe intese alle politiche liberiste della comunitA� europea. Sono la conseguenza diretta dei compiti a casa svolti con tanta sollecitudine dai governi nazionali e locali.

Anche i tentativi, propri delle amministrazioni di centrosinistra, di moderare la durezza dei tagli e delle restrizioni, di correggere gli aspetti piA? antipopolari delle politiche di austeritA� mostrano tutta la loro debolezza e irrilevanza, fino a servire da copertura a pratiche corruttive e illegali.

Spazi per la correzione delle politiche liberiste non esistono piA?. Le politiche di alleanza di centrosinistra si sono esaurite.

La cittA� e tutti gli altri comuni del nostro territorio sono schiacciati dalle conseguenza drammatiche del malgoverno corrotto della destra e dalle politiche rigoriste del centrosinistra. Alla corruzione, allo spreco, allo sperpero clientelare delle risorse pubbliche, si aggiungono oggi le scelte di taglio alle spese sociali, ai redditi e ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, compresi quelli delle amministrazioni pubbliche.

Alle insufficienze delle amministrazioni degli anni scorsi, al disastro determinato dalla gestione di Alemanno, si aggiunge il disastro della accettazione supina di un piano di rientro dal debito che costringerA� il Comune di Roma e la stessa Regione Lazio a nuove svendite, privatizzazioni, esternalizzazioni, precarizzazione del lavoro e tagli lineari.

Il comune di Roma e la Regione Lazio rischiano di avvitarsi in una spirale mortale di impoverimento e subalternitA� ai poteri e agli interessi forti.

Le politiche di austeritA� si sommano, accrescendone gli effetti perversi, alla subalternitA� e alla debolezza di chi governa oggi la cittA�.

Roma e l’area metropolitana non hanno bisogno delle Olimpiadi, nA� di grandi opere o nuove speculazioni, come quella prevista attorno al nuovo stadio della Roma, per ripartire. Hanno bisogno di nuove politiche e di un nuovo governo, alternativo al Pd e alle giunte imperniate su questo partito.

Occorre dire basta al consumo di suolo e investire sulla manutenzione e il risanamento della cittA� costruita, tornare alla gestione diretta dei servizi essenziali, avviare politiche del lavoro fondate sulla��affermazione dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, costruire le condizioni per definire un reddito minimo di cittadinanza e un salario minimo per chi lavora alle dipendenze dirette e indirette delle amministrazioni locali e una politica di fiscalitA� locale redistributiva.

Occorre farlo e cominciare a disobbedire alle regole che Europa e governo nazionale hanno imposto alla cittA� e che la stanno uccidendo.

A Roma si evidenzia la versione locale del dogma liberista europeo, laddove la funzione pubblica si estingue in favore della��interesse privato, lasciando che la cittA� si trasformi in un unico, gigantesco mercato.

A subirne le conseguenze sono le fasce sociali piA? esposte e le aree della periferia urbana abbandonate a un degrado crescente. Da un lato, la crisi economica riduce le possibilitA� di lavoro, facendo crescere disoccupazione e precarietA�, mentre le politiche di austeritA� fanno aumentare dalla��altro il carico fiscale e i costi di servizi sempre piA? insufficienti e degradati.

Lo stesso destino di abbandono, degrado e impoverimento A? di fronte ai comuni e ai territori dell’area metropolitana della capitale. I comuni della provincia, non solo pagano le stesse restrizioni, mancanza di investimenti pubblici, privatizzazioni, precarizzazione e abuso del territorio, ma subiscono le conseguenze della crisi di Roma, che scarica sui comuni vicini la crescita disordinata della popolazione, l’immigrazione dalla cittA�, l’accentramento dei servizi di area vasta su Roma, senza poter sopperire con politiche efficaci dei servizi e della programmazione del territorio. In queste condizioni, i comuni dell’area metropolitana rischiano di perdere le loro caratteristiche e la loro identitA�, per trasformarsi in abbandonate periferie romane. Contrastare questi processi dovrebbe essere l’asse strategico del governo regionale, che al contrario subisce o addirittura accompagna le conseguenze devastanti dei tagli e delle politiche accentratrici dei governi nazionale.

Se non si produce uno scarto, una vera discontinuitA�, la nostra cittA� e il nostro territorio sono destinati a deperire ulteriormente, lungo una malinconica deriva che le renderA� sempre piA? misere e opache.

CosA� i nostri territori, incolleriti perchA� deprivati, rischiano di subire gli odiosi contraccolpi di una collera popolare che produrrA� rabbia, antagonismi malintesi di genere, identitari, anagrafici, conflitti impropri, contrapposizioni sociali tra ultimi e penultimi, nativi e stranieri.

Il rischio del diffondersi di una mobilitazione fascio-leghista nella cittA� A? il segno della necessitA� di dare vita a un vasto e radicato movimento di opposizione, di presenza alternativa in ogni quartiere e in ogni comune, in grado di ricostruire una concreta speranza di migliorare la propria vita e rivendicare i propri diritti e di sviluppare una nuova consapevolezza solidale.

Dobbiamo rilanciare una grande battaglia per la rinascita economica e sociale della cittA� e della provincia. I nostri territori e la nostra cittA� hanno a disposizione una grande risorsa, cioA? se stessi. Un valore immenso da cui estrarre le molteplici possibilitA� di sviluppo che possono attivarsi:

  • Con un grande programma di manutenzione e riuso attraverso una��estesa e capillare opera di cura e risanamento urbano e ambientale;
  • Con la valorizzazione dei beni culturali, unici e irripetibili, e la promozione della produzione culturale contemporanea, non certo svendendo i monumenti ai privati, nA� sgomberando quei teatri e quei cinema che le occupazioni avevano riacceso.
  • Con una progettazione sociale rivolta a quei nuovi bisogni che le trasformazioni depositano, alle esigenze di socialitA� e accoglienza che restano inevase, producendo rancori e solitudini.
  • Con una pianificazione della mobilitA� finalmente sostenibile, che non riduca la��offerta di trasporto pubblico, ma al contrario la incrementi.
  • Con la��utilizzo del patrimonio dismesso verso una riconversione sociale, per offrire servizi ai cittadini e opportunitA� abitative ai senzacasa, centri culturali per nutrire il piacere e laboratori produttivi per creare lavoro, e poi mense, palestre, centri di formazione, centri antiviolenza, case-famiglia, ecc.
  • Con la��assegnazione delle terre abbandonate a quelle cooperative che chiedono di ricoltivarle, assicurandosi cosA� una��offerta alimentare garantita per il mercato interno e per lo stesso fabbisogno pubblico di scuole e ospedali.
  • Con tutto ciA?, e con molto altro, Roma e i comuni dell’area metropolitana potrebbero invertire il loro declino, dimostrando che non ca��A? un solo modello economico e sociale, non ca��A? una sola politica e una sola cultura civica.

Dobbiamo rilanciare una prospettiva nuova, una battaglia di opposizione sociale e politica che abbia la forza di affermare che ogni territorio puA? decidere il proprio futuro e imprimere un cambiamento a quella��infelice destino che la crisi vuole assegnare loro.

Dobbiamo riaprire alla speranza. Dobbiamo proporre e costruire una alternativa.

Quanti e quante hanno sostenuto e votato nella nostra cittA� e nella nostra Regione L’Altra Europa con Tsipras, quanti e quante hanno in questi mesi lavorato per tenerla in vita, contro l’indifferenza e l’arroganza delle forze dominanti della politica italiana, rappresentano, tra gli altri, oggi una risorsa decisiva per aprire una nuova strada.

L’altra Europa si mette a disposizione della costruzione di una casa comune per fondare e organizzare l’alternativa per i nostri territori. L’altra Europa vuole lavorare insieme a quanti e quante, militanti dei movimenti, dei sindacati e delle forze politiche, cittadini e cittadine, lavoratori e lavoratrici e con tutti coloro che hanno qualcosa da dire e pensano che sia venuto il momento dell’alternativa alle destra e al Pd.

L’Assemblea metropolitana de l’Altra Europa con Tsipras, si batterA� per costruire una alternativa e fa appello a tutti e tutte, movimenti, forze politiche, singole persone che condividono questa necessitA�, che hanno proposte, esperienze e idee da mettere in comune.

La mozione A? stata approvata con 130 favorevoli, 3 contrari e 7 astenuti


A�Odg approvato nella��assemblea romana

La��Altra Europa si impegna, anche in collaborazione con altre organizzazioni, a promuovere la costituzione di una associazione ITALIA-GRECIA, con lo scopo di organizzare concrete iniziative di solidarietA�, come viaggi sia dalla primavera e promuovere la��acquisto di prodotti greci.

Approvato per acclamazione

A fronte di una mozione in quattro punti, poi ritirata, sui temi dell’organizzazione e della democrazia interna, l’Assemblea assume l’impegno di portare le tematiche in essa contenute all’attenzione dell’Assemblea Nazionale


LISTA DEI DELEGATIA�all’Assemblea Nazionale del 18 e 19 aprile

Approvata con 133 favorevoli, 1A�contrario e 3 astenuti

A� A� A� A� A� A� A� A�A�DELEGATI A� A� A� A� A� A� A� A� A� A� A� A� A�RAPPRESENTANZA

1A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Giovanni Barbera A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� I PRATI

2A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Italo Saccares A� A� A� A� A� A� A� A� A� I PRATI

3A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Manuela FrosiA�A� A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� I PRATI

4A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Dalila Novelli A� A� A� A� A� A� A� A� A� A� I CENTRO

5A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Silvana Pisa A� A� A� A� A� A� A� A� A� A� A� I CENTRO

6A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Massimo AlulliA� A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� II SAN LORENZO

7A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Ornella IntrieriA� A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� II NOMENTANO

8A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Daniela Caramel A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� III MONTESACRO

9A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Paolo Venturini A� A� A� A� A� A� A� A�III MONTESACRO

10A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Maurizio CatroppaA�A�A�A�A�A�A�A�A� IV TIBURTINO

11A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Cristina Grandi A� A� A� A� A� A� A� A� V TORPIGNATTARA

12A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Giulio di DonatoA�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� V TORPIGNATTARA

13A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Edoardo AnnucciA�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� V CENTOCELLE

14A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Stella IsacchiniA� A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� V CENTOCELLE

15A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Roberto CatracchiaA�A�A�A�A�A�A�A� VI

16A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Andrea De Innocentis A� A� VII APPIO

17A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Claudia Moriggi A� A� A� A� A� A� A� A�VII APPIO

18A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Daniele IlardiA�A�A�A� A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� VII APPIO

19A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Ferruccio Nobili A� A� A� A� A� A� A� A�VIII GARBATELLA

20A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Eugenio Viceconte A� A� A� A� A� IX

21A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Danilo BorrelliA�A� A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� X

22A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Sabrina Battista A� A� A� A� A� A� A� A�XI MAGLIANA

23A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Rita CarchellaA�A�A� A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� XI MAGLIANA

24A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Salvatore BonadonnaA�A�A� XII

25A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Morena TerraschiA�A�A�A�A�A�A�A�A�A� XIII

26A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Roberta GasparettiA�A�A�A�A�A�A� XIII

27A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Rosa BarlettaA�A�A�A� A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� XV

28A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Carmen D’OcchioA�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� POSTE

29A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Romina PellecchiaA�A�A�A�A�A�A�A�A�A� TIVOLI/MONTEROTONDO

30A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Enrico Del VescovoA�A�A�A�A�A�A�A� CASTELLI NORD

31A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Giampaolo Martinotti A� A�ALBANO

32A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Tito GaudioA�A�A�A�A�A�A� A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� ALBANO

33A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Danilo LollobrigidaA�A�A�A�A�A�A�A�A� POMEZIA

34A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Anna MirarchiA�A� A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� POMEZIA

35A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Claudio Fiorella A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� ANZIO

36A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Katia FlaccoA�A�A�A�A�A�A� A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� RSU LAV E SOLID

37A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Giacomo Breglia A� A� A� A� A� A� A� ACT

38A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Maurizio Fabbri A� A� A� A� A� A� A� A� PRC

39A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Fabio AlbertiA�A�A�A�A� A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Deliberiamo Roma

40A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Silvia Acquistapace A� A� A� A� A�SEL

41A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Daniela AmatoA� A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Sinistra Anticapitalista

42A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Nando Simeone A� A� A� A� A� A� A� Sinistra Anticapitalista

43A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Daniella AmbrosinoA�A�A�A�A�A�A� ALBA

44A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Angela Ronga A� A� A� A� A� A� A� A� A� A�CGIL

45A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Sando Medici A� A� A� A� A� A� A� A� A� A�Gruppo Lavoro Roma

46A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Marco Luzzatto A� A� A� A� A� A� A� A� Comunicazione

47A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Jacopo Gasparetti A� A� A� A� A� A�Studente

48A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Paola Boffo A� A� A� A� A� A� A� A� A� A� A� A�Ricercatrice

49A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� Andrea MaccarroneA�A�A�A�A�A� Circ. Mario Mieli