DOCUMENTI DELL’ASSEMBLEA DEGLI ADERENTI DELL’AREA METROPOLITANA DI ROMA – SABATO 11 APRILE 2015

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L’ASSEMBLEA APPROVA IL DOCUMENTO NAZIONALE “SIAMO A UN BIVIO

con 120 favorevoli, 8 contrari e 13 astenuti


Documento integrativo al documento nazionale, approvato dall’assemblea provinciale di Roma.

L’Altra Europa diventa un nuovo spazio politico.

La nostra comunità e il nostro progetto vivono la sua fase più delicata, di trasformazione in un vero soggetto politico, che dovrà avere una sua linea e una sua forma riconoscibili, che esprimano chi e come siamo, che cosa cambiare e perché.  L’Assemblea del 18 e 19 aprile deve incominciare a scrivere la nostra “costituzione”,  i principi e le regole di funzionamento, e su queste determinare l’azione politica.

Forse avremo anche bisogno di una nuova definizione, un nome che rispecchi in modo chiaro il nostro essere “altro” dall’attuale panorama politico.  Ora è il momento di costruire un’altra Italia, un nuovo spazio comune delle sinistre, dei gruppi attivisti di base, di tutte le persone sinceramente democratiche, libere e di buona volontà – tante delle quali sono oggi senza partito – che hanno a cuore la tutela dell’ambiente, dei beni comuni, della pace e della giustizia tra i popoli. Ora è fondamentale costruire “ponti” e non “muri”, per dare vita ad un’altra politica e un’alternativa per il paese, e i territori, per il riscatto civile e l’emancipazione dalle nuove forme di oppressione imposte dal liberismo.

Nel nostro progetto l’idea di “Unire la sinistra”, non significa accorpare i partiti preesistenti o il loro gruppi dirigenti, ma riunire un popolo disperso che crede nei valori della sinistra e che chiede unità, chiarezza e coerenza. Cosi come l’andare “oltre la sinistra” e “unire ciò che il liberismo divide” non significa l’abbandono di quei valori ma il saper capire e accettare idee e movimenti popolari, che chiedono un cambiamento reale su diritti, lavoro, ambiente, democrazia. 

Per essere davvero “altro” sono necessari dei segnali forti ed inequivocabili di discontinuità con quanto si è prodotto fino ad ora in Italia e nei nostri territori. Dobbiamo alimentare una speranza, partendo da alcuni principi fondamentali e contenuti vincolanti per la nostra azione. 

Questi temi  dovrebbero essere affrontati nelle prossime assemblee provinciali e nazionale,  in modo che le delegate ed i delegati partecipino all’assemblea nazionale portando valutazioni, contenuti e proposte precise.

Riteniamo vincolanti alcuni principi fondamentali per la nostra azione, che dovranno essere applicati a tutti i livelli:

  • Praticare azioni politiche ed economiche, con onestà e trasparenza, chiarezza di idee e coerenza di comportamenti, costruendo dal basso un corpo sociale attivo che metta le sue capacità ed il suo lavoro al servizio delle persone e non del profitto e dei privilegi.
  • Tutela, sempre, del lavoro e della dignità dei lavoratori.
  • Difesa dei principi di libertà e giustizia della Costituzione.
  • Tutela dei diritti delle persone, dei beni comuni, dell’ambiente e degli ecosistemi, conversione ecologica delle attività produttive, lavoro nei  movimenti di difesa del territorio e contro le privatizzazioni, per i diritti di cittadinanza, all’abitare, alla cultura, all’istruzione e ad un reddito minimo garantito per tutti.
  • Impegnarsi a mettere in campo una controinformazione ed una critica puntuale sui temi ambientali  da un punto di vista rigorosamente di sinistra, autonomo, ove necessario, anche dagli interessi del “capitalismo verde” ed a tal fine si propone di promuovere la costituzione di una consulta  di tecnologi “alternativi” ed esperti, per la realizzazione di uno sviluppo alternativo al dissennato consumo del territorio. L’Altra Europa si impegna a promuovere iniziative con tutti i soggetti ed i movimenti impegnati nella difesa del pianeta e che parteciperanno al Summit contro il cambiamento climatico a Parigi.
  • L’Altra Europa deve costituire una consulta nazionale sulla tutela della salute, del territorio, del patrimonio culturale per evitare che le devastazioni sui territori e sulle persone prodotte da inceneritori, discariche, antenne cosi come TAV, MOSE, MUOS e trivellazioni  rimangano un problema dei soli cittadini dei territori interessati ma divengano invece tutte questioni nazionali.
  • Affermare un’idea di società alternativa all’attuale sistema che tende sempre di più alla barbarie e alla disumanizzazione, che fa della sopraffazione la regola principale dei rapporti tra le persone e tra le classi sociali.
  • Lottare contro razzismi, fascismi e discriminazioni di ogni genere.
  • Lottare per una politica di pace e per il disarmo, costruire relazioni internazionali basate sulla pari dignità dei popoli.

Va ribadita la nostra autonomia e alterità rispetto al PD, al suo  Governo ed alle sue giunte locali. E’ necessario quindi che, anche sul piano locale (ad esempio nei riguardi della Giunta Zingaretti o di Marino o altri comuni della Provincia romana), si determini una opposizione vera alle scelte in contrasto con questi principi, invitando alla coerenza anche sul piano etico gli aderenti al nostro progetto .

Per questo la costruzione di un soggetto politico alternativo alle politiche liberiste passa attraverso una completa alternatività al Pd e al suo complessivo sistema di potere e di gestione degli affari dei poteri forti. Questa alternatività si deve esprimere su scala del governo nazionale e su quelli locali sul piano dei contenuti, ma anche delle persone chiamate ad esprimerli. Infatti le politiche di austerità comunitarie e nazionali si estrinsecano anche a livello regionale e locale (il grado di autonomia dei governi locali dalle scelte politiche ed economiche nazionali e comunitarie è nullo) e le amministrazioni periferiche sono solo i gestori ultimi di queste politiche che stanno portando alla rovina le classi popolari.

Nel rapporto con i movimenti si deve favorire il coordinamento delle strutture di lotta sociale, sindacale, di comitati su lotte specifiche del territorio, comitati di solidarietà sociale, comitati contro mafie, lobby e poteri forti.

Nello scorso autunno si è sviluppato nel nostro paese un forte movimento volto a respingere il Jobs Act e l’attacco ai diritti del lavoro, che ha raggiunto un largo consenso e ha dimostrato ampie potenzialità di coinvolgimento popolare verso un nuovo protagonismo sociale, come avvenuto in altri paesi europei. Tuttavia le direzioni sindacali hanno scelto di non spingere oltre il conflitto, e dopo la manifestazione nazionale del 25 ottobre e lo sciopero generale del 12 dicembre non hanno proseguito le azioni di contrasto, consentendo quindi al Governo Renzi di portare indisturbato a compimento la sostanziale distruzione dello Statuto dei Lavoratori, in continuità con quanto realizzato dai governi precedenti. La sconfitta subita è molto grave e le sue ripercussioni sul terreno delle condizioni di vita, di lavoro, di organizzazione sindacale e sociale saranno pesanti. 

E’ pertanto indispensabile che Altra Europa stabilizzi relazioni con tutte le componenti sindacali che operano per ricostruire l’iniziativa sindacale in difesa dei diritti e in contrasto con le politiche liberiste;  

  • sostenga e partecipi attivamente alla resistenza delle lavoratrici e dei lavoratori e alle oro iniziative di lotta;
  • contribuisca all’organizzazione della tutela e della rappresentanza dei lavoratori più deboli, dei precari e dei disoccupati.

Il documento integrativo è stato approvato con 76 favorevoli, 20 contrari e 33 astenuti


DOCUMENTO SU ROMA

“Liberiamo la città e i nostri territori”

Documento sulla situazione locale approvato dalla assemblea metropolitana di Roma

Roma, sabato 11 aprile 2015

Lo scoperchiarsi della pentola di mafia-capitale ha reso del tutto chiaro l’intreccio perverso tra la destra che ha governato la città e la criminalità terroristica e comune. Ma ha anche messo in evidenza la crisi profonda di legalità, efficacia e giustizia del governo della città e di tutto il territorio della area metropolitana di Roma, costruito anche negli anni delle giunte di centrosinistra.

Le gare al massimo ribasso, la politica di esternalizzazione selvaggia di servizi pubblici e di funzioni fondamentali di tutela dei diritti dei cittadini e delle cittadine, la crescita senza limiti del lavoro precario, sottopagato e senza diritti, la paralisi degli investimenti pubblici e la contrattazione continua con gli interessi privati nelle scelte urbanistiche e edilizie hanno prodotto insieme l’abbandono di tanta parte dell’area metropolitana al degrado e all’isolamento e hanno favorito l’ingresso prepotente nella gestione pubblica degli imprenditori più privi di scrupoli, anche nei settori più delicati della attività di tutela della amministrazione pubblica, dall’immigrazione, alle politiche di coesione sociale e integrazione, con il loro corredo di illegalità, corruzione, super sfruttamento e dumping di mercato.

Queste politiche non sono il frutto di errori o di distrazioni. Sono la conseguenza diretta e consapevole delle politiche di austerità imposte dall’adesione acritica dell’Italia, guidata dalle larghe intese alle politiche liberiste della comunità europea. Sono la conseguenza diretta dei compiti a casa svolti con tanta sollecitudine dai governi nazionali e locali.

Anche i tentativi, propri delle amministrazioni di centrosinistra, di moderare la durezza dei tagli e delle restrizioni, di correggere gli aspetti più antipopolari delle politiche di austerità mostrano tutta la loro debolezza e irrilevanza, fino a servire da copertura a pratiche corruttive e illegali.

Spazi per la correzione delle politiche liberiste non esistono più. Le politiche di alleanza di centrosinistra si sono esaurite.

La città e tutti gli altri comuni del nostro territorio sono schiacciati dalle conseguenza drammatiche del malgoverno corrotto della destra e dalle politiche rigoriste del centrosinistra. Alla corruzione, allo spreco, allo sperpero clientelare delle risorse pubbliche, si aggiungono oggi le scelte di taglio alle spese sociali, ai redditi e ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, compresi quelli delle amministrazioni pubbliche.

Alle insufficienze delle amministrazioni degli anni scorsi, al disastro determinato dalla gestione di Alemanno, si aggiunge il disastro della accettazione supina di un piano di rientro dal debito che costringerà il Comune di Roma e la stessa Regione Lazio a nuove svendite, privatizzazioni, esternalizzazioni, precarizzazione del lavoro e tagli lineari.

Il comune di Roma e la Regione Lazio rischiano di avvitarsi in una spirale mortale di impoverimento e subalternità ai poteri e agli interessi forti.

Le politiche di austerità si sommano, accrescendone gli effetti perversi, alla subalternità e alla debolezza di chi governa oggi la città.

Roma e l’area metropolitana non hanno bisogno delle Olimpiadi, né di grandi opere o nuove speculazioni, come quella prevista attorno al nuovo stadio della Roma, per ripartire. Hanno bisogno di nuove politiche e di un nuovo governo, alternativo al Pd e alle giunte imperniate su questo partito.

Occorre dire basta al consumo di suolo e investire sulla manutenzione e il risanamento della città costruita, tornare alla gestione diretta dei servizi essenziali, avviare politiche del lavoro fondate sull’affermazione dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, costruire le condizioni per definire un reddito minimo di cittadinanza e un salario minimo per chi lavora alle dipendenze dirette e indirette delle amministrazioni locali e una politica di fiscalità locale redistributiva.

Occorre farlo e cominciare a disobbedire alle regole che Europa e governo nazionale hanno imposto alla città e che la stanno uccidendo.

A Roma si evidenzia la versione locale del dogma liberista europeo, laddove la funzione pubblica si estingue in favore dell’interesse privato, lasciando che la città si trasformi in un unico, gigantesco mercato.

A subirne le conseguenze sono le fasce sociali più esposte e le aree della periferia urbana abbandonate a un degrado crescente. Da un lato, la crisi economica riduce le possibilità di lavoro, facendo crescere disoccupazione e precarietà, mentre le politiche di austerità fanno aumentare dall’altro il carico fiscale e i costi di servizi sempre più insufficienti e degradati.

Lo stesso destino di abbandono, degrado e impoverimento è di fronte ai comuni e ai territori dell’area metropolitana della capitale. I comuni della provincia, non solo pagano le stesse restrizioni, mancanza di investimenti pubblici, privatizzazioni, precarizzazione e abuso del territorio, ma subiscono le conseguenze della crisi di Roma, che scarica sui comuni vicini la crescita disordinata della popolazione, l’immigrazione dalla città, l’accentramento dei servizi di area vasta su Roma, senza poter sopperire con politiche efficaci dei servizi e della programmazione del territorio. In queste condizioni, i comuni dell’area metropolitana rischiano di perdere le loro caratteristiche e la loro identità, per trasformarsi in abbandonate periferie romane. Contrastare questi processi dovrebbe essere l’asse strategico del governo regionale, che al contrario subisce o addirittura accompagna le conseguenze devastanti dei tagli e delle politiche accentratrici dei governi nazionale.

Se non si produce uno scarto, una vera discontinuità, la nostra città e il nostro territorio sono destinati a deperire ulteriormente, lungo una malinconica deriva che le renderà sempre più misere e opache.

Così i nostri territori, incolleriti perché deprivati, rischiano di subire gli odiosi contraccolpi di una collera popolare che produrrà rabbia, antagonismi malintesi di genere, identitari, anagrafici, conflitti impropri, contrapposizioni sociali tra ultimi e penultimi, nativi e stranieri.

Il rischio del diffondersi di una mobilitazione fascio-leghista nella città è il segno della necessità di dare vita a un vasto e radicato movimento di opposizione, di presenza alternativa in ogni quartiere e in ogni comune, in grado di ricostruire una concreta speranza di migliorare la propria vita e rivendicare i propri diritti e di sviluppare una nuova consapevolezza solidale.

Dobbiamo rilanciare una grande battaglia per la rinascita economica e sociale della città e della provincia. I nostri territori e la nostra città hanno a disposizione una grande risorsa, cioè se stessi. Un valore immenso da cui estrarre le molteplici possibilità di sviluppo che possono attivarsi:

  • Con un grande programma di manutenzione e riuso attraverso un’estesa e capillare opera di cura e risanamento urbano e ambientale;
  • Con la valorizzazione dei beni culturali, unici e irripetibili, e la promozione della produzione culturale contemporanea, non certo svendendo i monumenti ai privati, né sgomberando quei teatri e quei cinema che le occupazioni avevano riacceso.
  • Con una progettazione sociale rivolta a quei nuovi bisogni che le trasformazioni depositano, alle esigenze di socialità e accoglienza che restano inevase, producendo rancori e solitudini.
  • Con una pianificazione della mobilità finalmente sostenibile, che non riduca l’offerta di trasporto pubblico, ma al contrario la incrementi.
  • Con l’utilizzo del patrimonio dismesso verso una riconversione sociale, per offrire servizi ai cittadini e opportunità abitative ai senzacasa, centri culturali per nutrire il piacere e laboratori produttivi per creare lavoro, e poi mense, palestre, centri di formazione, centri antiviolenza, case-famiglia, ecc.
  • Con l’assegnazione delle terre abbandonate a quelle cooperative che chiedono di ricoltivarle, assicurandosi così un’offerta alimentare garantita per il mercato interno e per lo stesso fabbisogno pubblico di scuole e ospedali.
  • Con tutto ciò, e con molto altro, Roma e i comuni dell’area metropolitana potrebbero invertire il loro declino, dimostrando che non c’è un solo modello economico e sociale, non c’è una sola politica e una sola cultura civica.

Dobbiamo rilanciare una prospettiva nuova, una battaglia di opposizione sociale e politica che abbia la forza di affermare che ogni territorio può decidere il proprio futuro e imprimere un cambiamento a quell’infelice destino che la crisi vuole assegnare loro.

Dobbiamo riaprire alla speranza. Dobbiamo proporre e costruire una alternativa.

Quanti e quante hanno sostenuto e votato nella nostra città e nella nostra Regione L’Altra Europa con Tsipras, quanti e quante hanno in questi mesi lavorato per tenerla in vita, contro l’indifferenza e l’arroganza delle forze dominanti della politica italiana, rappresentano, tra gli altri, oggi una risorsa decisiva per aprire una nuova strada.

L’altra Europa si mette a disposizione della costruzione di una casa comune per fondare e organizzare l’alternativa per i nostri territori. L’altra Europa vuole lavorare insieme a quanti e quante, militanti dei movimenti, dei sindacati e delle forze politiche, cittadini e cittadine, lavoratori e lavoratrici e con tutti coloro che hanno qualcosa da dire e pensano che sia venuto il momento dell’alternativa alle destra e al Pd.

L’Assemblea metropolitana de l’Altra Europa con Tsipras, si batterà per costruire una alternativa e fa appello a tutti e tutte, movimenti, forze politiche, singole persone che condividono questa necessità, che hanno proposte, esperienze e idee da mettere in comune.

La mozione è stata approvata con 130 favorevoli, 3 contrari e 7 astenuti


 Odg approvato nell’assemblea romana

L’Altra Europa si impegna, anche in collaborazione con altre organizzazioni, a promuovere la costituzione di una associazione ITALIA-GRECIA, con lo scopo di organizzare concrete iniziative di solidarietà, come viaggi sia dalla primavera e promuovere l’acquisto di prodotti greci.

Approvato per acclamazione

A fronte di una mozione in quattro punti, poi ritirata, sui temi dell’organizzazione e della democrazia interna, l’Assemblea assume l’impegno di portare le tematiche in essa contenute all’attenzione dell’Assemblea Nazionale


LISTA DEI DELEGATI all’Assemblea Nazionale del 18 e 19 aprile

Approvata con 133 favorevoli, 1 contrario e 3 astenuti

                DELEGATI                          RAPPRESENTANZA

1             Giovanni Barbera            I PRATI

2             Italo Saccares                   I PRATI

3             Manuela Frosi                   I PRATI

4             Dalila Novelli                     I CENTRO

5             Silvana Pisa                       I CENTRO

6             Massimo Alulli                  II SAN LORENZO

7             Ornella Intrieri                  II NOMENTANO

8             Daniela Caramel              III MONTESACRO

9             Paolo Venturini                III MONTESACRO

10           Maurizio Catroppa          IV TIBURTINO

11           Cristina Grandi                 V TORPIGNATTARA

12           Giulio di Donato               V TORPIGNATTARA

13           Edoardo Annucci             V CENTOCELLE

14           Stella Isacchini                  V CENTOCELLE

15           Roberto Catracchia         VI

16           Andrea De Innocentis     VII APPIO

17           Claudia Moriggi                VII APPIO

18           Daniele Ilardi                     VII APPIO

19           Ferruccio Nobili                VIII GARBATELLA

20           Eugenio Viceconte           IX

21           Danilo Borrelli                   X

22           Sabrina Battista                XI MAGLIANA

23           Rita Carchella                    XI MAGLIANA

24           Salvatore Bonadonna    XII

25           Morena Terraschi           XIII

26           Roberta Gasparetti        XIII

27           Rosa Barletta                     XV

28           Carmen D’Occhio            POSTE

29           Romina Pellecchia           TIVOLI/MONTEROTONDO

30           Enrico Del Vescovo         CASTELLI NORD

31           Giampaolo Martinotti    ALBANO

32           Tito Gaudio                        ALBANO

33           Danilo Lollobrigida          POMEZIA

34           Anna Mirarchi                   POMEZIA

35           Claudio Fiorella                 ANZIO

36           Katia Flacco                        RSU LAV E SOLID

37           Giacomo Breglia               ACT

38           Maurizio Fabbri                 PRC

39           Fabio Alberti                      Deliberiamo Roma

40           Silvia Acquistapace          SEL

41           Daniela Amato                  Sinistra Anticapitalista

42           Nando Simeone               Sinistra Anticapitalista

43           Daniella Ambrosino        ALBA

44           Angela Ronga                    CGIL

45           Sando Medici                    Gruppo Lavoro Roma

46           Marco Luzzatto                 Comunicazione

47           Jacopo Gasparetti            Studente

48           Paola Boffo                        Ricercatrice

49           Andrea Maccarrone       Circ. Mario Mieli