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ASSEMBLEA NAZIONALE DE

L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS:

MOZIONE CONCLUSIVA

1. Con l’Assemblea di Roma del 18 e 19 aprile L’Altra Europa compie un passo importante e impegnativo, completando la propria trasformazione, da semplice somma di individui e persone, in soggettività politica collettiva capace di giungere a “decisioni condivise” e sulla base di queste di prendere parola nello spazio pubblico nella piena consapevolezza da parte di ognuno di ciò che ci lega e ci accomuna per averlo sottoscritto ed assunto.

Non è ancora la costruzione della “casa comune”, che rimane il nostro obiettivo di medio termine rispetto a cui ci siamo fino ad oggi “messi al servizio” e al cui processo di costruzione (condiviso da una rete di soggetti molto più ampia) ci metteremo a maggior ragione al servizio da oggi in poi. E’ piuttosto una comunità di donne e di uomini che hanno verificato lungo un percorso articolato, in decine e decine di assemblee di territorio, sulla base di documenti e contributi locali e nazionali, le ragioni dei proprio essere insieme e del proprio riconoscersi.

2. Siamo a un bivio. È a un bivio l’ Italia. È a un bivio l’ Europa. È a un bivio il mondo, minacciato oggi come non mai. Siamo un bivio perché lo scenario sociale e politico si è messo in movimento, in Italia come in Europa, in primo luogo grazie all’azione della Grecia – degli elettori greci, e dei nostri compagni greci di Syriza – che nel deserto di conformismo della politica europea hanno indicato una nuova strada. Con il loro voto hanno aperto una breccia nel Muro di Berlino, e detto che “si può”: si può trasgredire al dogma proclamato a Francoforte, Bruxelles e Berlino. L’hanno detto, come popolo, con un voto straordinario il 25 gennaio, e continuano a ripeterlo, come governo, con coerenza e fedeltà a quel mandato, alle oligarchie europee oggi, subendo per questo una feroce controffensiva da parte di un potere determinato a soffocare in culla quell’esperienza è quella speranza, per impedire che il contagio si estenda è che altri possano immaginare, volere, e praticare un’ altra Europa. E incamminarsi su quella strada che è   alternativa non solo a una politica economica (la famigerata politica dell’austerità, fallimentare è fallita, e tuttavia ferocemente imposta con ogni mezzo), ma un altro modello di civiltà, opposto a quello distruttivo incarnato dal dogma neoliberista.

E’ uno scontro epocale, nel quale siamo pienamente coinvolti, insieme a tutte le sinistre europee, in primo luogo quelle che sono rappresentate nel GUE e dal Partito della sinistra europea. Siamo consapevoli di far parte di un fronte di scontro che si svolge nello spazio europeo – e Mediterraneo in particolare -, e che ci impone delle enormi responsabilità senza permetterci né il lusso della testimonianza, né la distrazione dell’autoreferenzialità.

Siamo allo stesso modo consapevoli della portata generale, per certi aspetti universale, di questa battaglia, perché combattere il neoliberismo, e costruirne un’ alternativa, non significa confrontarsi con una politica contingente, o con una semplice ideologia, ma con una “concezione del mondo”, totalizzante e organica. Con un “paradigma”, cioè con un sistema integrato comprensivo di tutti gli aspetti della vita sociale e dell’esperienza umana, per contrastare e rompere il quale serve una gigantesca mobilitazione di energie sociali e intellettuali (l’elaborazione di un’altra concezione del mondo, l’immagine organica di un “altro mondo”). E la messa in campo di una forza adeguata: un’accumulazione di forza incomparabile con quella con cui si sono finora misurate le nostre sinistre di opposizione. Non piú una testimonianza, l’affermazione di un’ identità parziale e oppositiva, ma la costruzione di un rapporto di forza capace di produrre uno spostamento al livello del governo delle nostre società. Del governo del Paese e del governo dell’Europa. Sulla strada di ciò che si è manifestato in Grecia, che si va profilando in Spagna e che, per non rifluire su se stesso, deve diffondersi sull’ampia scala continentale.

3. Per questo abbiamo messo al centro del nostro progetto, con tanta convinzione, il tema della “CASA COMUNE” aggiungendo “della sinistra e dei democratici”: perché l’agire comune di tutti coloro che condividono questo sentire è la precondizione indispensabile per l’accumulazione di quella massa critica, sociale e politica, indispensabile per stare in campo in modo CREDIBILE. Con l’obbiettivo di riaggregare e rimotivare l’enorme massa di coloro che non hanno più rappresentanza e che in numero sempre maggiore, scoraggiati, non la cercano nemmeno più.

Per essere credibili non basta essere giusti. Coerenti e radicali. Non basta nemmeno avere le proposte adeguate. Bisogna anche mostrare di avere la FORZA necessaria a trasformare in fatti le proprie proposte. La forza delle idee, ma anche la forza dei NUMERI e del radicamento sociale. Senza quella “dimostrazione di forza” non si riporta alla partecipazione chi ci si è ritirato.

Per questo ci mettiamo al servizio di quella costruzione COMUNE, e l’assumiamo oggi come obbiettivo prioritario, nella convinzione che la ricomposizione di ciò che è stato diviso, al livello del sociale così come al livello del politico, è la precondizione del processo di accumulazione: non il suo approdo, ma il suo punto d’inizio, che implica, in primo luogo, un lavoro “dal basso”, nei territori, nella parte di societá più colpita dalla crisi, lá dove i movimenti si battono e resistono alla devastazione mercantile e neoliberista, ma anche “in alto”, al livello della società politica, perché senza segnali di mutamento in quello che ancora è percepito come lo spazio pubblico per definizione, difficilmente si romperà la barriera della passività.

Per questa ragione, pur continuando a considerare quello delle elezioni regionali il terreno meno favorevole al nostro progetto generale, abbiamo scelto di favorire e sostenere, ovunque ce ne fossero le condizioni, liste le più unitarie possibile, e chiaramente alternative nei confronti del PD, ritenendo che un buon risultato in alcune di esse avrebbe un indubbio effetto di volano nell’attribuire credibilità all’alternativa.

Per questa stessa ragione abbiamo salutato con gioia l’iniziativa di Maurizio Landini e della Fiom di promuovere una “coalizione sociale” che operi per ricucire, orizzontalmente, la frammentazione del mondo del lavoro e riconnetterlo con la moltitudine di cittadini che soffrono le attuali politiche di aggressione ai diritti e alle condizioni di vita, consapevoli che questa costituisce la condizione necessaria per la ripresa di un protagonismo di massa. Necessaria, anche se non sufficiente, se non troverà un’articolazione e una connessione sul versante politico e istituzionale in grado di trasferire anche lì, a quel livello, la forza di rottura.

4. Il tempo è ora. Non c’è più tempo. Il processo di accumulazione e di unificazione delle forze deve mettersi in moto in modo chiaro e non equivoco.

Ce lo dice il quadro europeo, dove la Grecia non può, a lungo, essere lasciata sola mentre cercano di stringerle il cappio intorno al collo. Ce lo dice il quadro italiano, dove il governo Renzi sta bruciando le tappe, rivelando ogni giorno in modo più chiaro il proprio vero volto, antisociale e protervo, di garante fedele dei dogmi europei nel nostro Paese e di vera e propria minaccia per la nostra residua democrazia. Non ci sono più alibi per l’attesa.

Riteniamo necessario dare ai tempi brevi un segnale di partenza che dica a tutti che qualcosa sta nascendo. Non un’aggregazione formale di macchine organizzative e di dirigenze politiche. Non una mimesi tardiva di vecchi inter gruppi, o la costituzione di un ennesimo tavolo diplomatico. Ma piuttosto l’apertura – pubblicamente visibile – di uno SPAZIO, di convergenza, di ibridazione e di collaborazione, soprattutto di sperimentazione e innovazione delle forme e dei linguaggi della politica. Uno spazio aperto, senza primogeniture o controlli del DNA o esami di accesso, in cui sociale e politico possano incrociarsi e contaminarsi a vicenda, consapevoli, ognuno, della propria non autosufficienza e della propria inevitabile complementarietà.

5. Con questa Assemblea continuiamo un cammino che ci vedrà all’interno di momenti di lotta impegnativi e significativi:

  • Ci impegniamo per la pace, il disarmo, il diritto a migrare e alla fuga, a una accoglienza piena e degna. Non ci rassegniamo al l’orrore della guerra, della violenza, dell’oscurantismo, della xenofobia e delle risorgenti forme di fascismo.
  • In difesa della democrazia, siamo impegnati a costituire, assieme alle forze che condividono l’obbiettivo, “COMITATI PER IL NO” allo stravolgimento della Costituzione e a leggi elettorali neo-autoritarie  che un Parlamento abusivo è illegittimo pretende di imporre al Paese. Ci impegneremo, altresì, nella raccolta delle firme per la proposta di legge di iniziativa popolare contro il pareggio di bilancio in Costituzione.
  • Ci impegniamo in una azione di denuncia e contrasto della demolizione, attraverso il Jobs Act, dello Statuto dei lavoratori, fondamentale garanzia di dignità e libertà, nonché del sistema degli ammortizzatori sociali, che apre terribili prospettive di povertà assoluta e generalizzata. Sottolineiamo, altresì, la necessità di intraprendere effettivamente una riforma legislativa che elimini il precariato.
  • Siamo impegnati in tutte le manifestazioni e gli scioperi che contro il progetto renziano di devastazione della scuola pubblica, e consideriamo la battaglia in difesa del carattere pubblico e laico della scuola italiana un architrave di civiltà e di democrazia del Paese.
  • Ci impegniamo a combattere la corruzione e la criminalità organizzata contrastando ” a monte” tutte le norme che le favoriscono (come il project financing o il sistema delle concessioni) e ” a valle” con iniziative a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare che chiede la confisca dei beni dei corrotti e dei mafiosi.
  • Siamo impegnati a difendere la dignità e l’auto determinazione delle persone nelle scelte affettive e riproduttive e a valorizzare, proteggere e promuovere la cultura della differenza, dell’inclusione, della laicità, dell’anti patriarcato, con particolare attenzione alle questioni di genere, di orientamento sessuale, di identità ed espressione di genere e culturale. Per questo Altra Europa con Tsipras aderisce ai “Pride” che si terranno in Italia.
  • Siamo impegnati contro tutte quelle norme, come il decreto “Sbocca Italia” che tendono a cancellare i vincoli posti dalla Costituzione e i poteri delle autonomie locali in difesa dell’ambiente e del territorio. Per questo siamo con i movimenti NO TAV, NO TRIV, NO MUOS,  e con i movimenti che a Venezia si battono contro il transito delle grandi navi in laguna e che combattono perché il Mare Adriatico sia libero dal petrolio e da progetti di trivellazione. In questo quadro riteniamo utile la costituzione di una “CONSULTA NAZIONALE” in materia di ambiente, territorio e grandi opere.
  • Siamo impegnati a fianco di tutti i movimenti  che si battono per affermare il diritto alla casa e il diritto all’abitare, come elementi essenziali del diritto di cittadinanza.

6. In coerenza con questi obbiettivi generali:

  • Il 25 aprile saremo presenti per celebrare il Settantesimo della Liberazione, ricordare a tutti che lì è nata la nostra costituzione e denunciare chi oggi la sta minacciando e manomettendo
  • Il Primo maggio parteciperemo alle manifestazioni portandovi in modo più visibile possibile la solidarietà alla Grecia insieme la lotta contro il Jobs Act e il Governo che l’ha imposto su mandato della Troika.
  • In quello stesso giorno partecipiamo alla mobilitazione contro l’Expo, che vogliamo sia pacifica, gioiosa e partecipata
  • Nelle settimane successive ci impegneremo in tutte le manifestazioni e gli scioperi auspicando che sia assegnato il massimo di centralitá al tema della scuola, emergenza di civiltà nel nostro Paese.
  • Allo stesso modo ci impegneremo nella battaglia contro le grandi opere, a cominciare dal TAV, e in generale contro la devastazione del territorio resa sistematica dallo Sblocca Italia.
  • Ci impegneremo, ovunque, nella raccolta delle firme per la Proposta di legge d’iniziativa popolare contro il pareggio di bilancio in Costituzione

7. Contemporaneamente, al nostro interno, individuiamo quattro priorità assolute, intorno a cui organizzare quattro gruppi di lavoro nazionali:

  • Proseguire e rafforzare l’iniziativa in ambito europeo e di sostegno alla Grecia, con l’obiettivo di costruire un reale movimento di massa contro l’austerità su scala continentale;
  • Declinare una proposta programmatica che intrecci la dimensione europea con quella nazionale, partendo dal materiale già prodotto, ed organizzando alcuni grandi appuntamenti di discussione che attraversino il paese e coinvolgano tutte le forze sociali, politiche, culturali, con cui vogliamo costruire la “casa comune”;
  • Focalizzare il tema delle modalità dell’agire politico e della loro innovazione, delle forme dell’organizzazione, coinvolgendo anche in questo caso tutte le realtà con cui vogliamo compiere il nostro percorso;
  • Sostenere e sviluppare mobilitazioni e conflitti, approfondendo anche la nostra elaborazione e capacità di costruire pratiche mutualistiche e solidali
  • Dare vita infine ad una riflessione, trasversale a tutte le altre, sulle questioni di genere.
  • L’AE ritiene costitutivo del suo orizzonte politico il lavoro nello spazio europeo e mediterraneo.
  • E’ impegnata, dunque, nella costruzione di un movimento di massa contro le politiche di austerità e di una dimensione europea delle lotte, indisgiungibile dalla sfida aperta con la vittoria di Syriza in Grecia. La costruzione di una altraeuropa passa anche per il consolidamento di percorsi come Blockupy, che ha dato vita a due giornate di mobilitazione nello scorso Marzo, lo sciopero sociale europeo, la costruzione di una rete europea del mutualismo e delle pratiche sociali.
  • L’AE ritiene strategico lavorare, anche attraverso l’attività della sua delegazione al Parlamento Europeo, nella costruzione dell’alternativa ai dispositivi di governance e di disciplinamento che rischiano di diventare costituzione materiale dell’Europa come Stato di mercato:
  • dal tema della governance europea e del ruolo della BCE, ritenuto cruciale anche dal Governo Greco, al Frontex, il muro eretto nel Mediterraneo, che fonda l’Europa sulla logica del respingimento e ancora oggi provoca stragi di uomini e donne: 700 morti al largo delle coste libiche. Ci fanno orrore le stragi e i lutti causati dalla fortezza Europa;
  • al TTIP, il trattato fantasma tra UE e USA, di cui si parla ancora troppo poco nonostante rappresenti un materialissimo rischio che incombe sulla Democrazia e sulle nostre vite ( sui diritti del lavoro, la salute agroalimentare, il principio di precauzione, la produzione agroalimentare e l’ambiente).
  • Pensiamo che la rottura di questi dispositivi debba intrecciarsi con la costituzione politica e materiale dell’altra Europa: l’istituzione del reddito di cittadinanza ci impegna a livello parlamentare e sociale, così come sosteniamo l’iniziativa di Libera sul reddito minimo adeguato a una vita dignitosa.*

L’assemblea nazionale de L’altra Europa con Tsipras

Roma 18-19 aprile 2015

* Nota – Durante la discussione sul documento finale sono stati presentati alcuni emendamenti che avrebbero richiesto un approfondimento che non abbiamo potuto svolgere per i tempi troppo stretti. Per questo abbiamo preferito lasciare le formulazioni originarie, con l’impegno tuttavia a realizzare quanto prima quella discussione che non é stato possibile svolgere nell’ assemblea. Sul reddito abbiamo da subito aggiunto invece un riferimento alla campagna di Libera, nei termini di sostegno alla principale e concreta iniziativa oggi in campo.

REPORT ASSEMBLEA NAZIONALE DEL 18-19 APRILE  2015

Il 18 e 19 aprile 2015 si è tenuta a Roma l’Assemblea Nazionale de L’Altra Europa con Tsipras.

L’Assemblea si è svolta il sabato dalle 10.30 alle 21, la domenica dalle ore 9,00 alle ore 14.30

Alcuni dati:

Partecipanti al percorso assembleare de L’Altra Europa con Tsipras ad oggi: 7.913

Assemblee Provinciali fatte in preparazione dell’Assemblea Nazionale: 69

Partecipanti alle Assemblee Provinciali: oltre 2.000 persone che hanno eletto 397 delegati, più 8 supplenti

Delegati registrati all’Assemblea a di Roma : 332 su 397 aventi diritto pari all’83,6% degli aventi diritto

Interventi svolti in Assemblea nel dibattito generale: 61

Interventi svolti su: approvazione delle modalità di voto, emendamenti al documento finale,  nuovo organismo nazionale: 41

Votazioni:

1) Votazione della Presidenza: all’unanimità

2) Votazione sulla modalità di voto per l’organismo nazionale: 178 voti a favore del voto della Lista unitaria e condivisa dei candidati, 96 voti a favore della lista aperta con voto segreto e con le preferenze solo per componente nazionale, 17 astensioni.

3) Votazione dell’emendamento che chiedeva di togliere dal testo, relativamente alle elezioni regionali la sottolineatura dell’importanza del caso della Liguria: 126 voti a favore, 111 contrari, 32 astenuti.

4) Votazione del documento finale: approvato in una sala gremitissima a larghissima maggioranza con: 53voti tra contrari e astenuti.

5) Votazione dell’organismo dirigente: approvato a larghissima maggioranza con: 6 voti contro e 7 astenuti.

L’organismo eletto è costituito per il 70% da compagne e compagni espressi dai territori.

Sono stati approvati due odg,: sulla tragedia dei migranti, sulla scuola e la settimana di mobilitazioni.

Da questi pochi dati emerge che, nei  limiti delle nostre possibilità, si è trattato della costruzione di un processo partecipato, radicato nei territori, democratico in cui tutti e tutte hanno potuto esprimere con i loro interventi e con il voto, liberamente, le proprie opinioni.

Di seguito trovate n 2 odg:

Report a cura di Rosa Rinaldi e Antonello Falomi, della presidenza

ORDINI DEL GIORNO APPROVATI PER ACCLAMAZIONE

1) STRAGE NEL MEDITERRANEO
Dalle prime notizie che arrivano, sarebbero 700 le persone morte stanotte nel naufragio di una carretta del mare al largo delle coste libiche. Solo 28 i superstiti. È il più grande degli infiniti massacri di cui è responsabile l’Europa fortezza. Ci fa orrore una Unione Europea che fa affogare bambini, donne e uomini che fuggono dalle guerre, dalla violenza e dall’oscurantismo dilaganti a sud del Mediterraneo. Non riconosciamo alcuna dignità democratica a stati, governi e istituzioni che stanno compiendo un genocidio di richiedenti asilo: chiediamo con tutta la voce che abbiamo che si aprano immediatamente corridoi umanitari, che si ripristini Mare Nostrum per il soccorso in mare, e venga garantita a tutti e tutte una accoglienza piena e degna.

http://listatsipras.eu/blog/item/2936-ass-nazionale-mozione-sul-massacro-nel-mar-mediterraneo.html 

2 ) SCUOLA

Gli interventi sulla scuola di questi ultimi anni, da parte di governi di centrodestra e di centrosinistra, si sono concentrati sugli aspetti organizzativi e ordinamentali dell’istituzione scolastica, per ridurla a macchina di disciplinamento, produttrice di conoscenze povere per una manodopera docile, disponibile alla precarietà di un lavoro usa-e-getta. E a una vita simile.

Hanno cercato di tecnicizzare il fare scuola, rendere le conoscenze quantificabili, ridurre l’apprendimento a prestazione certificabile, l’insegnamento a procedura burocratica tristemente impiegatizia. E soprattutto si è pensato a tagliare risorse, mentre contemporaneamente sempre aumentavano i finanziamenti alle scuole private. Non si è mai riconosciuto il valore della laicità della scuola, la ricerca libera del sapere come costruzione di sé e del mondo; la centralità della conoscenza nei processi produttivi e sociali di oggi. Nessuna attenzione per la scuola come campo di relazioni delicate in cui si incontrano storie diverse, culture, generi e generazioni. Quella dimensione pubblica della scuola che è costruzione di un mondo comune a partire da punti di vista diversi. Elemento costitutivo della polis.

Il governo Renzi oggi fa un passo avanti. In un certo senso fa paradossalmente “una cosa di sinistra”: realizza la ricomposizione di tutto il mondo del lavoro, nella universale cancellazione dei diritti, nella precarizzazione, nella riduzione dell’insegnamento a lavoro “sotto padrone”. Tutte e tutti nella scuola, a regime, saranno assunti con chiamata diretta e contratti di tre anni, con nomina del Dirigente – che deve formare la sua squadra, per vincere la partita scegliendo da albi territoriali on-line. Come fosse il fantacalcio. Chi non sarà scelto probabilmente finirà nelle scuole di serie B, quelle che avrebbero bisogno dei migliori insegnanti. Sempre sottoposto alla riconferma da parte del Dirigente, al suo giudizio in merito alla qualità della prestazione e alla ricompensa aggiuntiva da ricevere. Premio fedeltà. Fine della libertà d’insegnamento.

Più che una aziendalizzazione, una organizzazione neo-feudale basata sul vincolo personale e sull’ubbidienza al datore di lavoro. Il modello Marchionne che fa scuola.

Perché questa dell’uomo-solo-al-comando deve essere una sorta di ossessione per Renzi – che riserva al suo governo nel ddl una delega pressoché assoluta su una quantità enorme di materie. Gli organi collegiali della scuola sono considerati enti inutili, luoghi di chiacchiere che fanno perdere tempo al Capo. Più o meno come il parlamento della repubblica. Non è solo la scuola, infatti, ad essere di fronte a un progetto che la nega alla radice – è la stessa democrazia costituzionale.

Per noi è fondamentale riconoscere e valorizzare il sapere come prerequisito della democrazia, il fare scuola come costruzione personale di conoscenza in uno spazio pubblico, di relazioni profonde. È importante che il sapere non sia solo confezionato, trasmesso e misurato, messo al lavoro come miserabile merce, ma si apra a domande, dubbi e desideri di ragazze e ragazzi. Che sia incentivato il lavoro collettivo e collaborativo nella scuola. Significa pensare la democrazia non come delega assoluta al Capo oppure inammissibile intralcio al suo decisionismo. Ma come una forma di partecipazione che si alimenta di relazioni umane e corpi intermedi, luoghi collettivi di racconto e confronto. E proprio corpi – di donne e uomini, con la loro sensibilità e la loro storia (tutta da rivedere per il genere maschile, anche come possibile liberazione). È leggere nella scuola e nella società la possibilità e il desiderio di uscire dalla miseria culturale e antropologica del neoliberismo, portando nello spazio pubblico tutta intera la propria vita e un bisogno di felicità politica che esiste ed è forza sovversiva.

Per questo noi dell’Altra Europa sosteniamo la LIP, proposta di legge di iniziativa popolare per la buona scuola della repubblica, che a questa idea del sapere e dell’istruzione si ispira.

Per questo saremo nelle prossime settimane con le ragazze e i ragazzi, gli uomini e le donne, che si mobiliteranno in Italia – nel modo che auspichiamo più unitario possibile – perché il progetto del governo di distruzione della scuola pubblica non si realizzi. Saremo insieme a loro nelle strade e nelle piazze, sosterremo le loro battaglie.

E a loro, alla loro generosità, va da subito il nostro ringraziamento.

*** Presentato da Andrea Bagni- approvato per acclamazione

http://listatsipras.eu/blog/item/2937-ass-nazionale-mozione-sulla-scuola.html


 

COMPONENTI COMITATO NAZIONALE ( 99)

Maurizio Acerbo Abruzzo
Daniela Alfonzi Piemonte
Roberta Andreoli Lombardia
Massimo Angrisano Campania
Edoardo Annucci Lazio
Imma Barbarossa Puglia
Giorgio Barberis Piemonte
Alessandra Basso Calabria
Renato Bauducco Piemonte
Costanza Boccardi
Fabrizio Bocchino
Raffaella Bolini
Maria Grazia Bordini Piemonte
Ciccio Brigati Puglia
Francesco Campanella
Francesco Campilongo Calabria
Anna Camposampiero Lombardia
Antonio Canalia
Loris Caruso
Sergio Caserta Emilia Romagna
Luciana Castellina
Maurizio Catroppa Lazio
Stefano Ceccante Abruzzo
Paolo Cento
Rosamaria Clemente Campania
Maria Emila Cunti Campania
Silvia De Giuli Toscana
Antonio De Lellis Molise
Lucilla De Vito Lazio
Giacoma Di Francesco Sicilia
Nicola Fabrizio Emilia Romagna
Antonello Falomi
Roberta Fantozzi
Paolo Ferroni Lombardia
Giovanna Fieppo Lombardia
Eleonora Forenza
Graziano Fortunato Lombardia
Laura Foschi Emilia Romagna
Vincenzo Fumetta Sicilia
Marta Gatti Lombardia
Rosanna Gava Veneto
Ermanno Giacalone
Sabrina Giancola Lombardia
Alfonso Gianni
Chiara Giunti
Roberto Iraci Sicilia
Roberto Loddo Sardegna
Angela Lombardi Basilicata
Francesco Lucat Valle d’Aosta
Lorena Luccattini Liguria
Francesco Macario Lombardia
Andrea Maccarrone
Gianfranco Maffei Trentino/Alto Adige
Curzio Maltese
Loredana Marongiu Sardegna
Elena Mazzoni Lazio
Sandro Medici Lazio
Giordana Moltedo
Rossana Montecchiani Marche
Roberto Morea Lazio
Roberto Musacchio
Tiziana Nadalutti Toscana
Olga Nassis Sicilia
Tania Natalizzi Umbria
Jacopo Nedbal Lombardia
Maso Notarianni
Moni Ovadia
Argiris Panagopoulos
Luigi Pandolfi
Andrea Perroni Umbria
Riccardo Petrella
Claudia Piccolino Campania
Chiara Prascina
Maurizio Puppi Lazio
Cristina Quintavalla
Marco Revelli
Rosa Rinaldi
Stefano Rizzi Lombardia
Gulia Rodano Lazio
Margherita Romanelli Emilia Romagna
Antonia Romano
Gigi Rossetti Lombardia
Carla Maria Ruffini Emilia Romagna
Linda Santilli
Bia Sarasini
Geni Sardo
Rita Scarpinelli Lombardia
Assunta Signorelli
Nando Simeone
Franceso Tanzarella Umbria
Raffaele Tecce
Morena Terraschi Lazio
Massimo Torelli
Claudia Urzì Sicilia
Alessandro Vessichelli Toscana
Spartaco Vitiello Veneto
Sergio Zampini
Lorenzo Zamponi
Giovanni Zorra Lombardia

Invitati ( 6)
Pier Giovanni Alleva
Laura Di Lucia Coletti
Tommaso Fattori
Edoardo Mentrasti
Riccardo Rossi
Michele Vecchietti