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DOPO SGOMBERO CORTO CIRCUITO RAGGI REVOCHI DELIBERA 140

Sembra ormai palese che centri sociali, luoghi di aggregazione, teatri e cinema autogestiti, centri antiviolenza, associazioni e spazi pubblici che nel tempo hanno contribuito a sostituirsi alle carenze dello Stato siano al centro di un attacco preventivo organizzato. Ieri è stata la volta dello storico centro sociale Corto Circuito di Cinecittà. Uno spazio occupato 27 anni fa e diventato un punto di riferimento del quartiere. I “gravi abusi” di cui parla la procura non sono altro che la ricostruzione di un capannone bruciato anni fa e che il comune avrebbe dovuto ricostruire in quanto titolare dello spazio dove sorge il centro sociale.
“Dopo Baobab, Point Break, Scup, Angelo Mai e gli fratti al Teatro Valle, Cinema America, Rialto e Volturno (solo per citare i principali) la lista degli spazi sociali chiusi negli ultimi anni si allunga – commenta il portavoce dell’Altra Europa con Tsipras Roma, Ferruccio Nobili – e tanti altri sono a rischio chiusura. È quantomeno discutibile il fatto che appena un mese fa quello stesso capannone era stato lodato come esempio di bioedilizia e oggi viene bruscamente chiuso.
“Siamo di fronte a un vero e proprio attacco nei confronti degli spazi sociali. L’amministrazione a 5 stelle ha dimostrato fino ad oggi un immobilismo preoccupante, senza neanche provare a fermare lo sgombero del Corto Circuito. Sulla testa delle associazioni romane pendono ancora due terribili delibere, come la 140 sul patrimonio pubblico, che rischiano di mettere in ginocchio un mondo che si è nel tempo costruito occupando uno spazio che dovrebbe essere attività prioritaria dello stato. Se non ci fossero queste iniziative non avremmo centri per disabili, case-famiglia, palestre, teatri, scuole, centri anti-violenza, centri-anziani, centrali di progettazione, postazioni lavorative, ambiti di recupero. La sindaca Raggi ritiri come ha fatto per le Olimpiadi quelle due delibere e pensi immediatamente a come dare sostegno e aiuto a questi centri che ora rischiano la chiusura”.