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Il 2 OTTOBRE AL BRANCALEONE LA SINISTRA ROMANA LANCIA LA SUA CAMPAGNA PER IL NO AL REFERENDUM

“Scuola, sanità, lavoro, partecipazione, beni pubblici. Per decenni la sinistra si è battuta per far rispettare e applicare temi e diritti che la Costituzione italiana esplicita in maniera chiara, ma che a volte, forse troppe volte, sono stati messi da parte e sovrastati da interessi di pochi poteri. Nel processo costituente, in cui gli uomini e le donne di sinistra hanno avuto un ruolo decisivo, furono inserite novità che per l’epoca furono rivoluzionarie e che ancora oggi, se venissero applicate potrebbero portare a una vera rivoluzione culturale del nostro Paese. Basti pensare al diritto alla salute, a quello al lavoro e all’abitare, all’introduzione del rifiuto della guerra e della possibilità per i cittadini di presentare proprie proposte di legge o bocciare quelle approvate tramite un referendum.
Oggi tutto questo si vuole stralciare e stravolgere. Si vuole comprimere la democrazia evitando che il popolo elegga i propri rappresentanti in Senato (che rimarrà con funzioni leggermente diverse), con elezioni di secondo grado come accade oggi per le Province. Si vuole aprire la strada alle privatizzazioni inserendo nel capitolo terzo un cavallo di troia per vanificare il percorso avviato con il referendum sull’acqua. Si cerca di smantellare quel che rimane del welfare statale, come sta accadendo per la sanità e l’istruzione.
In altre parole si vuole cambiare per estromettere il popolo dal processo decisionale. E non è un caso che si voglia un parlamento di nominati, si triplica il numero di firme necessarie per presentare proposte di leggi di iniziativa popolare o si innalza, a livelli quasi impossibili da raggiungere, l’asticella da superare per presentare un referendum abrogativo. In altre parole si vuole cambiare tutto per non cambiare niente.
Un uomo solo al comando potrebbe decidere le sorti del Paese, con un Parlamento che si limiterà a una funzione di ratifica delle leggi proposte dal Governo, come peraltro già fatto con l’abolizione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. Si parla di semplificazione dell’iter legislativo, ingarbugliando al contempo il processo di formazione delle leggi, proprio per lasciare al Governo mano libera su tutti i temi più delicati. D’altronde questo è quanto aveva chiesto qualche anno fa la JP Morgan, con le elite di tutta Europa che si sono immediatamente adeguate.
Il vero cambiamento come si può evincere non passa dalla riforma costituzionale. Il vero cambiamento lo si potrà avere solo con una vittoria del ‘NO’, avviando un vero processo di cambiamento delle politiche che devono avere come obiettivo l’applicazione della Costituzione in ogni sua parte. Se vince il “No” cambia tutto anche sul piano politico: persino un eventuale “Renzi bis” sarebbe costretto a rimettere in discussione l’ubriacatura oligarchica e decisionistica. Se vince il “Sì” tutto questo non cambia, anzi si consolida e cristallizza per sempre, portando alla nascita mascherata di una repubblica Semipresidenziale, anzichè Parlamentare, come più volte auspicato in passato da Craxi e Berlusconi.
Per ammissione degli stessi “padri costituenti 2.0″ (Boschi e Renzi) la riforma costituzionale poteva essere migliore. La carta fondamentale di ogni democrazia però dovrebbe essere perfetta. Per questo la sinistra, che riconosce i propri valori e ideali nella Costituzione attuale, non può stare da una parte a guardare, ma al contrario si impegnerà per il vero cambiamento, contro una modifica che vuole mantenere nelle mani di pochi il vero potere. Se vince il “No” non cambia la lettera della Costituzione, ma cambia radicalmente il segno delle riforme chieste dai cittadini.
Pensiamo che difendere la Costituzione richieda una larga partecipazione popolare, di tutte e tutti, anche per rilanciare la battaglia per la sua attuazione per affrontare i nuovi scenari come quello dei migranti e dell’Europa.
Per questo chiediamo a tutte e tutti di partecipare all’assemblea del 2 ottobre, di costruire con noi una vera campagna di ascolto e di informazione e di avanzare proposte e segnalare bisogni.
Ferruccio Nobili (Altra Europa con Tsipras)
Michele Dau (Sinistra per Roma)
Paolo Cento (SI – Sel)
Vito Meloni (Rifondazione Comunista)
Roberto Vallocchia (PCdI)
Floriana D’Elia (Futuro a Sinistra)
David Tozzo (Possibile)
Luigi Corvo (Contaci)

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