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IL PATRIMONIO COMUNALE A? UN BENE COMUNE DA SOTTRARRE ALLA SPECULAZIONE IMMOBILIARE

LUNEDA? 26 SETTEMBRE ALLE 17 IN CAMPIDOGLIO, SALA DEL CARROCCIO

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Riconversione sociale e culturale degli spazi abbandonati
Assemblea promossa da Sinistra per Roma

In questi mesi moltissime associazioni, fondazioni, movimenti che, in misura e con modalitA� diverse tra loro, utilizzano locali e luoghi di proprietA� del Comune di Roma, si sono visti notificare avvisi e ingiunzioni relative alla��impossibilitA� di mantenere in essere o rinnovare le diverse forme di contratto attraverso le quali veniva utilizzato il patrimonio comunale.
Centinaia di realtA� sono state cosA� informate che, da��ora in poi, anni di lavoro, di servizi prestati ai cittadini e alle cittadine, anni di attivitA� sociale, di solidarietA�, di promozione e produzione culturale devono essere interrotte. Con il rischio che una��intera rete di cittadinanza attiva, di partecipazione sociale e di lavoro venga bruscamente e ingiustamente cancellata.
Non si tratta di una��azione di ripristino di una��eventuale legalitA� violata. Non si tratta neppure del solo recupero di canoni in alcuni casi inevasi, o di ricerca e individuazione di situazioni di privilegio e parassitismo. Si tratta della��obbedienza burocratica e cieca al diktat imposto dalle politiche liberiste di riduzione della spesa pubblica, secondo cui il patrimonio pubblico costituirebbe di per sA� uno spreco ove non produca utilitA� economiche. Da qui, la��obbligo di piazzarlo sul mercato, affittato o meglio venduto al miglior offerente.
Ea�� da questa impostazione che nasce la��ultima delibera sul patrimonio del Comune di Roma, la 140/2015. Ea�� da questa impostazione che derivano le richieste alle associazioni non solo di liberare i locali, ma persino di corrispondere affitti calcolati in modo retroattivo. Al punto da lasciare senza sede e caricate di un debito assolutamente insostenibile centinaia di soggetti associativi, meritevoli al contrario di sostegno e riconoscenza. Che siano luoghi occupati, che abbiano avuto i locali in concessione, che abbiano canoni calmierati, che siano in regola con i pagamenti o che siano morosi, tutti verranno privati della possibilitA� di utilizzare a fini sociali e culturali il patrimonio capitolino.
Ea�� per noi evidente che occorre cambiare la logica complessiva che ha in questi ultimi anni ispirato la��azione del Comune, cosA� come affermare che la��uso e la gestione degli spazi pubblici non puA? che essere politica. Il patrimonio pubblico deve tornare a essere un bene comune, deve sA� produrre valore, ma non valore economico, bensA� sociale, culturale, civico. Per questo occorre cambiare da subito la delibera comunale 140/20216 e aprire una nuova stagione di confronto, al centro del quale vengano valorizzate le esperienze in corso, oltre a riconoscerne la straordinaria funzione di servizio sociale, produzione creativa e partecipazione democratica.
In questo quadro, nel luglio scorso, la��Assemblea capitolina ha approvato un ordine del giorno che impegna la��amministrazione comunale a monitorare le reali condizioni di utilizzo del proprio patrimonio, BenchA� timido e generico, il provvedimento dovrebbe aver comunque bloccato, almeno fino al prossimo dicembre, ogni procedura di sgombero. Ma soprattutto potrebbe finalmente avviare quel necessario confronto politico sulle future destinazioni degli immobili comunali.
Per noi A? tuttavia indispensabile che lungo questo percorso vi sia la partecipazione attiva non solo delle esperienze colpite dagli effetti della delibera 140/16, ma della��intera galassia della��associazionismo romano, con la��obiettivo di determinare soluzioni efficaci e condivise.
Con la delibera 26 degli anni novanta, Roma era stata la prima cittA� che aveva riconosciuto il valore e la qualitA� della��uso sociale del patrimonio pubblico. Ma ora si A? ricacciata in una dimensione di retroguardia, mentre altre cittA�, Napoli, Bologna, la stessa Milano, stanno invece promuovendo nuove e interessanti forme di gestione partecipata.
Su questi temi, e in vista della��imminente discussione sulla revisione della delibera 140, Sinistra per Roma ha indetto un incontro pubblico che si svolgerA� lunedA� 26 settembre, alle 17 in Campidoglio, nella Sala del Carroccio. how much clindamycin

Sinistra per Roma

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