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LE CITTA� IN COMUNE: UN MODELLO O UN OSTACOLO?

APPELLO di Fabio Alberti,A� Purchase Pills Adriano Labbucci eA�Sandro Medici per un’Assemblea il 9 luglio a Roma

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Roma, 28 giugno 2016

Nel loro incalzante succedersi, i sommovimenti politici nei paesi europei segnalano contrasti e diversificazioni che allo stato non sembrano depositarsi con precisione, nA� stabilizzarsi in un qualche esito. Tra i minacciosi presagi del referendum britannico e la sofferta frenata della sinistra spagnola, tra le inquietanti avanzate delle destre francesi e la strenua resistenza del governo greco. Nel loro frenetico alternarsi e sovrapporsi rappresentano non altro che la��acuta e ormai matura contraddizione che attraversa il quadro politico europeo. Tratteggiano le diverse, a volte opposte, direzioni verso cui potrebbe svilupparsi la protesta contro la��insostenibilitA� sociale che tormenta il continente, ferreamente imprigionato dal modello liberista imposto dalle oligarchie finanziarie. Ed A? lo scontro tra questi processi che determinerA� non soltanto i destini della��Unione europea, ma le stesse prospettive storiche con cui saremo chiamati a misurarci.

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Anche nel nostro paese si avvertono i riflessi di questo cruciale passaggio politico, soprattutto nella vistosa crisi di consenso del Pd alle recenti elezioni amministrative. A cui non ha tuttavia corrisposto una sufficiente crescita delle liste di sinistra, in buona parte fagocitate dalla��impetuosa avanzata del movimento cinquestelle, che amaramente ci consegna la nostra insufficienza nel non riuscire a intercettare (o non piA? di tanto) il disagio sociale, la protesta politica e la collera civile. E a tal proposito dovremmo impietosamente interrogarci sulle ragioni delle nostre difficoltA� a non essere percepiti e riconosciuti come una forza da��alternativa, capace di offrire risposte adeguate e credibili.

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Per di piA?, come inesorabilmente succede alla��indomani delle diverse elezioni in cui tanti e tante di noi generosamente sa��impegnano, anche stavolta si avverte il rischio di veder accantonare, o quanto meno indebolire, le esperienze delle liste uniche e unitarie, con il relativo avvilimento delle comunitA� sociali che la��hanno animate. Quasi fossero un ingombro, un impaccio rispetto a percorsi predeterminati, che per evitare contaminazioni tendono a lasciarle inaridire o, in alcuni casi, tentano di renderle conformi e sussumerle al proprio interno.

Non si sa quanto agita intenzionalmente o quanto ormai sia un risucchio fisiologico, ma anche questa volta sembra prevalere quella dannosa deriva a rifugiarsi nei propri ridotti, consolarsi nelle proprie ingannevoli certezze. Con la conseguenza di deludere e mortificare gli slanci piA? vitali e intraprendenti che provengono dai territori, dalle cittA�, a volte giA� minati da cronici risentimenti e istinti da��abbandono.

Ritorna insomma quel malinteso intento egemonico, quelle tentazioni colonizzatrici, quelle sterili concorrenzialitA� che sono tra le ragioni della nostra stentata crescita. GiA� sono visibili almeno un paio di traiettorie tra loro confliggenti, da cui A? facile prevedere il seguente, tragico dualismo politico. Tra chi invocherA� una soluzione in forma partito, portandosi dietro la grigia ambiguitA� del rapporto con il Pd, e chi verrA� trascinato in una��irresistibile scia leaderistica, che brandirA� intransigenze, radicalitA�, alternativitA�. Ed A? desolante assistere a tutto ciA?, quando ormai si dovrebbe aver capito che la sinistra futura, quella��auspicato quarto polo, o sarA� il coagulo intelligente e rispettoso delle diverse energie e sensibilitA�, oppure non sarA� altro che un ininfluente residuo storico.A�

Va da sA� che in tale quadro, le realtA� piA? consapevoli e dinamiche, quelle piA? legate alle pratiche sociali, quelle piA? intellettualmente esigenti, rischiano di essere schiacciate, se non disperse. O malvolentieri costrette ad affiancarsi a uno dei due processi in corso. Ed A? un destino che al contrario andrebbe energicamente contrastato. Come, dove e quando, A? ancora tutto da discutere. Sebbene le esperienze piA? convincenti della sinistra europea, al contrario del nostro paese, costruiscano nuove forme e nuove appartenenze proprio salvaguardando, non solo il proprio pluralismo, ma la necessitA� stessa di comprendere al loro interno la��insieme delle varie soggettivitA�.

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Da queste considerazioni (da queste e da molte altre ancora), emerge la��esigenza di un incontro che provi ad avviare una prima riflessione, uno scambio di esperienze, un primo confronto tra chi la��alternativa la��ha avviata in questa��ultimo passaggio elettorale, chi la��ha fatto negli anni scorsi e chi, tanti e tante ancora, intende vivere da protagonista i prossimi processi costituenti: senza contrapposizioni ma neanche subalternitA�.

Una��iniziativa insomma di natura preventiva allo scopo di contrastare rischi, devianze e patologie politiche. Vediamoci a Roma il 9 luglio. purchase cleocin phosphate

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