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UN BILANCIO DA RAGIONIERI

UN’ANALISI DEL BILANCIO COMUNALE DELLA GIUNTA RAGGI: IL CAMBIAMENTO DOVa��E?

di FabioA�Alberti – 16 dicembre 2016

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alberti santinoSi fa fatica a trovare la politica nel progetto di bilancio 2017 presentato dalla giunta Raggi, che appare in piena continuitA� con i bilanci degli anni precedenti, senza scelte di discontinuitA�, intanto nel metodo e poi nel merito. Pills

Nel metodo la��unica vera novitA� A? la sua approvazione nei termini prescritti dalla legge. Ecchissenefrega, se questo comporta, come ha comportato, la��adozione di un metodo che mortifica la partecipazione. Persino i Municipi sono stati messi nella condizione di a�?prendere o lasciarea�? nei pochissimi giorni concessi per la��espressione dei pareri.

Dopo tanto parlare di partecipazione ci saremmo aspettati un processo di consultazione e di coinvolgimento dei cittadini e delle forze sociali, che non ca��A? stato, sulle scelte fondamentali e sulle prioritA� da perseguire. Invece, come sempre, il bilancio A? stato burocraticamente fatto dagli uffici comunali. Lo dichiara la stessa note integrativa: la previsione di spesa A? fatta a partire a�?dai fabbisogni finanziari delle strutture capitolinea�?, a politiche invariate, e fatto combaciare con le previsioni di entrata, a politiche invariate. Un bilancio da ragionieri che si poteva fare anche senza Giunta.

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Leggendo la nota integrativa si nota inoltre un mantra: la��ossessione di rispettare le regole ed il piano di rientro stabilito dal MEF a�� detto anche piano taglia Roma. Anche questo dato per immodificabile e di cui con malcelata soddisfazione si dichiara piA? volte il pieno rispetto. Un compitino da 10 e lode.

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La novitA� sarebbe stata partire dai bisogni della cittA�, costruendo un quadro di riferimento delle necessitA� e degli obiettivi da raggiungere nel quinquennio di governo, operando con trasparenza e con un dibattito pubblico le scelte di prioritA� imposte dalla scarsitA� di risorse, ma anche avviare, con il sostegno della cittA�, la necessaria vertenza politica contro le regole imposte dal Governo per conto della Commissione Europea.

Della scarsitA� delle risorse, peraltro, non si sarebbe dovuto solo prendere atto, ma si sarebbe dovuto ipotizzare le politiche per aumentare le disponibilitA�. Se non bastano le risorse infatti si puA? tagliare i servizi, come si A? fatto sinora, o lavorare per aumentarle. cost of xalatan without insurance

Roma, infatti, si sa, A? amministrata con circa 1500 euro ad abitante, contro i quasi 2000 di Milano, e con un bilancio saccheggiato dei 200 milioni che il comune riversa annualmente al Commissario straordinario per il pagamento, a Cassa Depositi e Prestiti e alle banche, di interessi usurai (oltre il 5% annuo) sul debito pregresso.

Eppure su questo strozzinaggio, che i romani pagano con il peggioramento dei servizi, nemmeno una parola, nemmeno una iniziativa politica, se non pratica. Dove A? finita la ristrutturazione del debito di cui pure in campagna elettorale Raggi aveva parlato? E per il 43% dei debiti per i quali il Comune non conosce neppure i creditori quando si farA� la verifica?

E non interessa neppure che quasi un quarto del debito, sul quale paghiamo questi interessi A? costituito dalle indennitA� di esproprio a prezzi di mercato, che le oltre 2000 pendenze giudiziarie imporranno al Comune di pagare alla rendita parassitaria se non si fa nulla. Ma almeno una commissione per verificare le responsabilitA� di questa situazione, una richiesta al Governo e Parlamento di una legge che riporti al valore agricolo i costi degli espropri?

Sembra che del debito pregresso che strozza i romani e le romane, non interessi nulla alla Giunta: ce lo teniamo e lo paghiamo. Anzi ci pensa il Commissario.

CosA� come ci teniamo la��evasione fiscale. Anche per questa��anno infatti in piena continuitA� con il passato, la compartecipazione del Comune alla lotta alla��evasione fiscale rimarrA� al palo; anche questa��anno la��elusione fiscale delle proprietA� del Vaticano resterA� incontrastata; anche questa��anno la esenzione fiscale per le scuole private A? stata confermata; anche questa��anno i costruttori pagheranno la��aliquota minima sulle case vuote ed invendute; anche questa��anno resterA� in vigore la��odiosa tassazione ad aliquota unica per cui i poveracci pagano addizionale Irpef, Tasi e IMU allo stesso modo dei superricchi; anche questa��anno le rette degli asili resteranno aumentate. Insomma non si tocca nulla: le entrate del comune sono considerate un dato di fatto e non il risultato di una politica. Che infatti non ca��A?.

Ea�� cosA� che nel 2017 si raggiungerA� il record del secondo piA? basso livello di investimenti pubblici degli ultimi 20 anni: poco piA? di 200 milioni. Ca��A? qualcosina per la manutenzione scolastica, qualcosina per le piste ciclabili e per il resto il buco nero della metro C che assorbe quasi la metA� della cifra. Nulla per la rigenerazione delle periferie, per la��adeguamento alla domanda per le scuole della��infanzia, quasi nulla per il potenziamento del trasporto pubblico di superficie, nulla per le case popolari.

a�?Avevamo richiesto 1500 milioni nel triennio, ce ne hanno dati solo 400a�? A? la sconsolata dichiarazione della sindaca. Ma almeno chiamare i romani a protestare con il governo o introdurre una imposta di scopo sul gradi patrimoni per finanziare gli investimenti, o rafforzare le procedure per il condono edilizio (che comporta entrate per investimenti) che languono da anni, o pretendere il versamento degli oneri di urbanizzazione evasi dai costruttori. Nulla. Si prende semplicemente atto che non ci sono soldi.

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Del taglio dei servizi non ca��A? stato bisogno: A? bastato confermare, in piena continuitA�, i tagli giA� operati dalle amministrazioni precedenti. CosA� i bambini continueranno a restare senza scuola materna, la frequenza degli autobus in periferia continuerA� a restare epocale, la differenziazione dei rifiuti continuerA� ad essere sotto il 50%, il sociale, dalla assistenza agli anziani ai soggetti a rischio, ai buoni casa continuerA� a restare al lumicino – con perA? un taglio ulteriore ai servizi per la disabilitA� – A�a cui la��hanno portata le giunte precedenti.

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Di cui si continuano le politiche.

Al netto della��affare Muraro, la filosofia della gestione dei rifiuti resta quella di nascondere la polvere sotto il tappeto. Si legge nel bilancio previsionale AMA che la differenziata resterA� sotto il 50% e addirittura i ricavi per la rivendita dei rifiuti differenziati saranno in calo del 70%. CioA? le tre R a�� riciclo, riuso, recupero – continuano a non essere un obiettivo.

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La metro C resta la��unico intervento nei trasporti assorbendo quasi tutti gli investimenti nel settore a scapito dalla necessaria estensione della rete di superficie. CioA? il modello resta lo stesso.

Il patrimonio pubblico resta finalizzato al recupero di risorse e la politica abitativa non esiste. Non esiste neppure la��assessorato. Che altro? Continuano gli sgomberi delle realtA� sociali, culturali e mutualistiche che operano in immobili pubblici, come prima.

Tutto come prima, madama la marchesa. Avanti cosA�.A�

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